Ecco cosa è emerso dalla prima parte della MotoGP!

Il GP di Assen ha segnato l’esatta metà del campionato mondiale della MotoGP, una prima parte di stagione entusiasmante, segnata dallo strapotere Ducati e di Pecco Bagnaia, dalle difficoltà delle moto giapponesi, fino alla sorpresa KTM.

LO SPETTACOLO DELLA MOTOGP

La prima cosa da appuntare è lo spettacolo del motomondiale. Il nuovo format può piacere o meno, ma l’equilibrio della classe regina è qualcosa di entusiasmante, o almeno dal mio punto di vista. Tutte le domeniche, ogni moto ha la possibilità di vincere, distacchi risicati e tanti sorpassi. Qualche anno fa avremmo pagato per una MotoGP così.

LO STRAPOTERE DUCATI

Ciascuna moto della griglia può vincere, ma la Ducati Desmosedici è senza dubbio il miglior prototipo della griglia. Una moto completa, dotata di velocità di punta, un’ottima guidabilità, uscita di curva, assetto ed elettronica. Chi più ne ha più ne metta. Nell’equilibrio della MotoGP, una garanzia è quella di trovare una moto di Borgo Panigale all’interno del podio di ogni gara. I primi tre team in classifica hanno come moto una Desmosedici, così come i primi 3 piloti, Pecco Bagnaia, Jorge Martin e Marco Bezzecchi. Grande merito a Gigi Dall’Igna, e al suo progetto tecnico, capaci di riportare la Ducati al top della categoria.

LA SORPRESA KTM

La KTM si pone come la seconda forza dell’attuale MotoGP, chi l’avrebbe mai detto dopo i test di Portimao? I punti di svolta sono l’arrivo di Francesco Guidotti, dei tecnici ex Ducati, gli ingenti investimenti della casa austriaca e l’arrivo di Jack Miller. L’ex team manager della Ducati Pramac e le figure provenienti da Borgo Panigale, come Fabiano Sterlacchini e Alberto Giribuola, hanno portato all’interno del box griffato Red Bull, le conoscenze e il know-how adatti a svoltare il progetto tecnico relativo alla KTM RC16. Inoltre, l’esperienza apportata dal pilota australiano ha fatto sì che tale direzione si tramutasse in effettivi miglioramenti sulla moto austriaca. Il risultato è che Brad Binder è finalmente dotato di una moto competitiva, la quale gli permette di lottare per le posizioni di vertice in ogni gara.

Pecco Bagnaia ad Assen – Twitter @MotoGP

APRILIA: QUALCOSA NON FUNZIONA

Qualcosa non funziona all’interno del box della casa di Noale, e si vede. Il team non è all’altezza della moto che ha a disposizione. Dopo l’errore dell’anno scorso a Motegi, che di fatto vanificò il tentativo iridato di Aleix Espargaro, lo stesso è stato ripetuto anche quest’anno, nel GP di Le Mans. In questo caso, la vittima è stata Maverick Vinales, che non ha potuto giocarsi la pole position. Un altro errore è stata la scelta della soft per il posteriore di Espargaro al Sachsering, in quella che è stata una mossa della disperazione contro la superiorità delle Ducati sulla pista tedesca. Una scelta senza senso, che ha avuto come risultato un Aleix fuori dai punti. Sintomo della confusione all’interno del box, dove anche gli stessi piloti non sono incolpevoli. Infatti, anch’essi hanno reso al dì sotto delle aspettative, concretizzando ben poco della velocità a loro disposizione.

LA CRISI GIAPPONESE

Honda e Yamaha stanno attraversando una crisi senza precedenti all’interno della MotoGP. La Honda è rimasta vittima dell’onnipotenza di Marc Marquez prima del suo infortunio. Trovandosi di fatto una moto inguidabile, con problemi di elettronica, di ingresso in curva e con un anteriore poco sensibile al pilota. La Yamaha ha i soliti problemi dal 2017, poco motore, grip al posteriore inesistente ed una moto che sembrerebbe aver perso anche i suoi punti di forza, come la percorrenza. Un progetto datato, che non si è mai adattato alla centralina unica della Magneti Marelli e alle nuove gomme Michelin. I piloti sono prigionieri di due progetti antichi e poco reattivi al cambiamento. È difficilissimo veder soffrire così dei campioni come Fabio Quartararo e soprattutto Marc Marquez, prigionieri dei loro contratti con le case.

PECCO BAGNAIA

L’ultimo paragrafo è giustamente dedicato al campione del mondo della MotoGP: Pecco Bagnaia. Il pilota più criticato del campionato, accusato di vincere solo grazie alla moto, come se ci fosse solo la sua Ducati in pista. Dopo l’incidente a Le Mans, Pecco ha fatto un altro step in avanti, è ancora più concreto, veloce e consapevole della propria forza. Attualmente, è meritatamente al comando della classifica generale. È l’unico pilota sempre ai vertici della classifica e senza gli errori delle prime gare, avrebbe un vantaggio molto più cospicuo sui propri inseguitori.

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Stefano Zambroni
Lecco, 21 yo | Founder di GPKingdom | Content creator (@zambro.gpk) | Amante di sport e motorsport