Aggiornamenti Aston Martin a Suzuka: nuove pance, fondo e ala posteriore

All’alba della quarta tappa del mondiale, ecco i primi aggiornamenti Aston Martin a Suzuka: cosa ha cambiato il team di Silverstone e i possibili vantaggi

Senza dubbio, gli aggiornamenti Aston Martin a Suzuka hanno sorpreso l’intero paddock, poiché non c’erano voci che indicassero l’intenzione del team inglese di introdurre sviluppi significativi. Questi hanno coinvolto diverse parti della vettura: dall’ala posteriore al fondo e dalle pance al setup.

Aggiornamenti Aston Martin a Suzuka: cambia il setup per diminuire il sottosterzo

Durante il giovedì della race-week, sono state confermate delle variazioni nel setup della vettura per ridurre il sottosterzo e il graining. Risulta evidente che l’AMR24 presenti un bilanciamento che tende maggiormente verso il posteriore, il quale sicuramente favorisce il grip nella parte posteriore della vettura. Tuttavia, ciò comporta una mancanza di grip nell’anteriore, generando così problemi di inserimento e uscita dalla curva, come già menzionato in precedenza.

Per affrontare questo problema, il team londinese sembra aver optato per l’installazione di sospensioni leggermente più rigide e ha modificato il camber dei pneumatici, ovvero l’angolazione dell’impronta del pneumatico sulla superficie della pista.

Al momento, i risultati delle FP1 non sembrano mostrare miglioramenti significativi. Stroll non ha completato alcun long run, mentre il passo gara di Alonso, ancora privo degli aggiornamenti aerodinamici e non si sa ancora se anche quelli di setup, è stato uno dei peggiori, insieme a quello dei due piloti della Mercedes che continuano a lottare con la gestione della temperatura dei pneumatici.

Aggiornamenti Aston Martin a Suzuka: ecco le nuove pance!
Aggiornamenti Aston Martin a Suzuka: ecco le nuove pance!

Aggiornamenti Aston Martin a Suzuka: nuove pance, fondo e ala posteriore

Le pance dell’AMR24 non sono più lisce e semplici come lo erano fino al Gran Premio d’Australia. Il team inglese si è presentato nella pit-lane del circuito giapponese con dei sidepods rimodellati sia al di sopra che all’esterno. Ora le pance dell’AMR24 presentano un doppio “scivolo”: le dimensioni di quello interno sono state ridotte ed è stato aggiunto uno esterno che oltre ad avere un effetto downwash ha anche un risultato outwash.

Il nuovo doppio “scivolo” dell’AMR24, simile a quelle presenti sulla RB19 (foto dell’account twitter di Albert Fabrega)

Si nota un ulteriore modifica nella parte esterna e anteriore delle pance, che sembra accentuare leggermente l’undercut, con un maggiore effetto outwash. Entrambe le modifiche sembrano essere state effettuate per ripulire il flusso d’aria, in particolare la seconda modifica, poiché questa parte è una delle più colpite dalle turbolenze, come quelle generate dai pneumatici.

Modifiche alle pance per ripulire il flusso della AMR24 (foto dell’account twitter di Albert Fabrega)

Al contrario, possiamo notare un ritorno alla semplicità sul fondo, specialmente riguardo all’edge vortex presente prima delle ruote posteriori. I vortici prodotti da questo generatore hanno il compito di avvolgere il bordo del fondo, creando una sorta di muro che aiuta a evitare perdite di carico aerodinamico. Il fatto che si sia tornati a un disegno più semplice probabilmente indica che non si sono ottenuti i risultati sperati, e si è preferito privilegiare il ritorno alla stabilità.

Modifica all’edge vortex tornando a una scelta più semplice sull’AMR24 (foto dell’account twitter di Albert Fabrega)

Troviamo poi ulteriori modifiche al fondo vicino al generatore di vortici laterale, rimodellando la parte seguente che mira a modificare la gestione del flusso d’aria sia sopra che sotto il fondo.

Modifica nei dintorni del generatore di vortici sul fondo dell’AMR24 (foto dell’account twitter di Albert Fabrega)

Infine, per quanto riguarda l’ala posteriore, Aston Martin rimane una delle più cariche tra i team al momento, sebbene con meno carico rispetto a Melbourne. È evidente che nell’ala utilizzata a Suzuka la prima parte è meno carica, permettendo di diminuire il drag, e la caratteristica forma a “cucchiaio” è notevolmente ridotta. La seconda parte invece, ovvero la parte mobile, è più carica della prima (anche se meno rispetto a quella utilizzata a Melbourne), consentendo ai piloti di ottenere un’efficienza maggiore del DRS.

Confronto dell’ala posteriore utilizzata a Melbourne e quella portata a Suzuka dell’Aston Martin (foto dell’account twitter Albert Fabrega)

Autore: Racing Paddock
Foto: Aston Martin Aramco F1 Team, Albert Fabrega

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