Haas 2024 è rinascita: il gran lavoro di Ayao Komatsu

Partita nel peggior clima possibile, e con aspettative infime, con un punto in due gare la Haas 2024 ha fatto meglio di ben 4 team

“Per aspera ad astra”…”Attraverso le asperità fino alle stelle” è per il certo il motto latino che meglio incornicia l’inizio di stagione di una delle squadre più sottovalutate sino ad un mese fa, la Haas. Il team americano ha vissuto enormi avversità e tempeste nei mesi invernali: l’addio del vecchio (e indimenticabile) condottiero Guenther Steiner, la vicina resa economica del “padre” Gene Haas, il giallo sul rinnovo di Hulkenberg…insomma di cotte e di crude.

Eppure negli States il team ha conosciuto una nuova figura, quella di un giapponese (non di certo sconosciuto a Ferrari e Haas) di nome Ayao Komatsu, che ha letteralmente e vorticosamente trascinato Haas in quest’inizio di stagione. La figura da leader umile e ignoto di Ayao non solo raccoglieva un’ingente eredità, ma era chiamato a far meglio del disastroso e sciagurato 2023 del team sotto Steiner. Ebbene se le premesse erano pessime, una prima controtendenza si è tuttavia intravista in queste due gare.

Kevin Magnussen nel GP di Jeddah con la sua Haas ha difeso alla grande favorendo così Hulkenberg a prendere un punto

Haas 2024 è infatti partita molto meglio del previsto, considerando le parole non di certo esaltanti nel pre-stagione di Komatsu. Il team principal nipponico aveva annunciato una Haas “poco competitiva”, e soprattutto “inevitabilmente ultima forza”. Difficile credere che Komatsu si nascondesse, molto più credibile che le aspettative fossero effettivamente quelle, così come peraltro tutto il paddock vociferava.

Haas 2024 vs Haas 2023: il confronto

Il punto conquistato a Jeddah da Nico Hulkenberg ha portato la Haas 2024 a quota 1, davanti a Racing Bulls, Alpine, Williams e Kick Sauber. Sembrerà banale ma un punto in questa F1 non è minimamente scontato, specialmente se si considera che ci sia un gran problema ritiri da qualche anno a questa parte. E soprattutto poi se si vede che due Red Bull dominino con Ferrari in netta crescita, e due McLaren, due Mercedes e un’Aston Martin siano costantemente nelle prime nove piazze. La grande compattezza del gruppo, l’amicizia e l’esperienza di Magnussen hanno perciò favorito il decimo posto di Nico Hulkenberg, in lotta anche con una Ferrari, quella di Ollie Bearman.

Nico Hulkenberg, qui in lotta con Bearman, a punti con la Haas a Jeddah grazie al gran lavoro di Kevin Magnussen

Haas ha concluso il 2023 con soli 12 punti all’attivo, con una vettura abbastanza competitiva in qualifica (era quasi “usuale” la presenza di Hulkenberg in Q2 e Q3), ma che cadeva a picco in gara, confermandosi ampiamente la più scarsa della griglia. Il degrado gomma era infatti il problema principale della vettura, che diventava talvolta inguidabile per entrambi i piloti. E appunto, se a livello numerico il 2023 non mostra differenze dalla Haas 2024, il valore della vettura appare incredibilmente scostante da quello della passata annata.

La tendenza pare essere clamorosamente opposta quest’anno: una Haas positiva in qualifica (sempre in Q2 in entrambe le prime gare con ambedue i piloti), ma che quantomeno non crolla in gara, avendo praticamente annullato l’enorme degrado gomma. Magnussen, con 20 secondi di penalità, e gara conseguentemente distrutta, oltre ad aver logicamente aiutato il compagno, ci ha mostrato due caratteristiche importanti della Haas 2024: innanzitutto la grande velocità sul dritto (insieme alla Mercedes la maggior velocità di punta nel GP di Jeddah), e soprattutto un ottimo passo gara, tanto da terminare in dodicesima casella. Hulkenberg, vero aiutato da K-Mag, ha difeso i punti con 12 secondi di vantaggio sulla Williams di Alex Albon.

La soddisfazione di Komatsu

Con gran soddisfazione, Ayao Komatsu ha commentato così il GP dell’Arabia Saudita: “La gara a Jeddah è stata uno sforzo di squadra incredibile. Lottavamo per il decimo posto, ma per confermare questo piazzamento ci serviva un grande lavoro tra Kevin e Nico.

Purtroppo la gara di Magnussen è stata compromessa da una penalità, ma alla fine è stata l’opportunità per gestire al meglio la posizione, con quest’ultimo che ha messo in mostra una guida davvero fantastica. E’ riuscito a tenersi dietro il gruppo, mentre Hulkenberg cercava di mettersi sulle spalle decimi preziosi per mantenere la decima piazza. È stato un enorme sforzo di squadra, complimenti a tutti.”

Insomma gran lavoro e gran fiducia per la Haas 2024, ora più speranzosa che mai per un gran proseguimento di stagione.

Foto: MoneyGram Haas F1 Team

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