I retroscena della F1: ciò che il pubblico a casa non vede

Cosa rende il pilota di Formula 1 un vero atleta e quali sono gli aspetti tecnici della preparazione atletica: ecco tutti i retroscena della F1

“Non ho intenzione di correre dieci anni con ventiquattro gare”: queste sono le parole di Max Verstappen in una recente intervista, in riferimento al desiderio della FIA di aumentare ancora il numero di gare nel calendario di Formula 1.
L’olandese ha spesso mostrato il suo disaccordo in merito a questa scelta, creando grandi discussioni tra i fan sui social media. In molti sostengono che Verstappen non abbia di che lamentarsi, perchè il pilota di Formula 1 non è affatto un atleta, è semplicemente seduto in macchina. 

Ma è davvero così? Ovviamente no
Nonostante gli sport motoristici siano molto popolari, poco si sa su quello che c’è dietro. Infatti i piloti vengono sottoposti ad un incredibile sforzo fisico e mentale che richiedono un tipo di allenamento molto specifico, ed oggi vi sveleremo alcuni retroscena della F1.

I retroscena della F1: Lando Norris mentre allena la resistenza dei muscoli del collo
I retroscena della F1: Lando Norris mentre allena la resistenza dei muscoli del collo

I retroscena della F1: fisiologia del pilota

Tra le diverse categorie di motorsport, i piloti di Formula 1 risultano quelli con minore massa grassa, maggiore consumo di ossigeno massimale e maggiore forza isometrica del collo e necessitano di capacità di adattamento e di precisione in tempi molto brevi.
Lo sforzo muscolare è particolarmente importante per resistere alle alte velocità che si raggiungono in gara e alle potenti forze G alle quali vengono sottoposti, per cui la preparazione fisica in F1 è fondamentale. 

Le parti del corpo più sollecitate sono gli arti inferiori e superiori, spalle e collo.
Ma come si allenano i piloti? Il muscolo che viene allenato maggiormente è il trapezio, per contrastare il peso della testa e del casco, che in media hanno un peso di 6,5 kg e per opporre una forte resistenza per impedire che la testa venga spinta a inclinarsi in avanti o dal lato opposto della curva. 
Durante le accelerazioni, decelerazioni e i tratti delle curve, il collo dei piloti di F1 è sottoposto a un carico che può raggiungere fino i 50 kg

Oltre alla muscolatura del collo, anche altri distretti sono sottoposti a particolari carichi. Ad esempio, le accelerazioni laterali, che in curva tendono a riportare il volante dalla parte opposta, richiedono un grande sforzo anche da polsi e gomiti, dato che il carico aerodinamico della monoposto è direttamente proporzionale alla velocità: più questa si eleva, più aumenta la pressione che tende a schiacciare la macchina contro l’asfalto, con conseguente aumento della forza che il pilota deve applicare sullo sterzo per affrontare una curva.

I retroscena della F1: Pierre Gasly predilige un allenamento con carichi elevati
I retroscena della F1: Pierre Gasly predilige un allenamento con carichi elevati

Anche il sistema cardiovascolare e il sistema respiratorio del pilota sono sottoposti a un grande stress. 
Per esempio, la respirazione è un fattore importantissimo e viene spesso allenata per favorire l’ossigenazione del sangue, la resistenza ed eventuali sintomi di nausea che possono essere percepiti durante la gara. 

Il sistema cardiovascolare è soggetto, oltre a dover rispondere all’alta richiesta metabolica data dall’attività muscolare, anche agli effetti delle vibrazioni, dello stress termico, e dell’importante contributo emozionale-cognitivo. La frequenza cardiaca media di un pilota durante una gara è di 170 bpm, con picchi fino a 200 bpm. (Considerate che un umano medio ha una frequenza di 70 bpm a riposo)

Come i fattori ambientali incidono sulle prestazioni

Nella Formula 1 il calendario delle gare include spostamenti in diversi paesi con una grande variabilità di condizioni ambientali, passando da situazioni più o meno calde e umide a temperature più basse in altitudini maggiori. Inoltre, l’abbigliamento protettivo ignifugo indossato dai piloti può essere un ulteriore fattore predisponente a un maggiore stress termico data la scarsa capacità di dispersione del calore e l’evaporazione del sudore. 

Questi fattori incrementano un aumento significativo della temperatura corporea e una disidratazione tale che i piloti perdono fino a due litri di liquidi durante una gara, con una significativa perdita di massa corporea che arriva a essere di 2-3 kg. 

I retroscena della F1: il test da sforzo è fondamentale per valutare la risposta del cuore a una situazione di stress
I retroscena della F1: il test da sforzo è fondamentale per valutare la risposta del cuore a una situazione di stress

Conseguenze fisiche

A causa delle innumerevoli sollecitazioni di diverso tipo a cui i piloti sono soggetti, si possono riscontrare molte conseguenze a livello medico, che si possono presentare post gara e ad un certo punto della carriera di un pilota. I sintomi più comuni sono dolore alle articolazioni e a livello muscolare, stanchezza, nausea, e mal di schiena. Vi sono però eventuali patologie più gravi che qui sotto elencate, che accentuano i retroscena della F1:     

  • La dieta a cui sono sottoposti i piloti è molto rigida per consentire di mantenere il più possibile un peso stabile per prestazioni migliori con la vettura, mantenendo sempre il peso minimo di 80 kg che il pilota deve avere insieme al sedile. Questo limite è stato introdotto dalla FIA nel 2019, per evitare che i piloti scendessero troppo di peso, rischiando a volte di incappare in disturbi del comportamento alimentare e problemi di salute mentale.
    Ancora oggi, anche dopo aver adottato questa soluzione, i rischi legati ad una severa alimentazione potrebbero essere un problema, soprattutto per i piloti con un’altezza elevata, considerata “scomoda” in questa tipologia di sport.
  • In alcuni circuiti, per esempio quello di Austin, ci sono curve in cui per effettuare una frenata il pilota deve imprimere sul pedale una forza peso media pari a 89 kg con picchi di 169 kg. La frenata avviene con la gamba sinistra: a fine corsa in alcuni casi, se non compensato bene con la gamba destra, si osserva un’antiversione dell’emibacino di sinistra rispetto al destro.
  • Le vibrazioni presenti nella cabina di guida, che producono un carico verticale sui corpi vertebrali e sui dischi intervertebrali, sono un rischio per erniazioni, principalmente intraossee. In particolare, la posizione semidistesa del pilota all’interno delle monoposto di F1 fa si che vi sia una riduzione della lordosi fisiologica a livello lombare, rappresentando quindi un punto di carico importante per le vertebre in quel punto. Le vibrazioni, in aggiunta ai possibili e ripetuti urti, rappresentano un ulteriore fattore di rischio, anche cronico, di sviluppo di danni ai nervi periferici.
  • Gli effetti degli spostamenti per raggiungere le sedi delle gare possono avere un significativo impatto sulla cronobiologia e sul sonno. Il cambio di fuso orario, soprattutto se così frequente, può causare stanchezza continua e affaticamento mentale che, a lungo andare, può incidere sulla vita quotidiana.

Foto: Charles Leclerc, Lando Norris, Pierre Gasly, Carlos Sainz

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