Perchè sono state sostituite le vetture LMP1 nel WEC?

Se il WEC ultimamente ha ottenuto grande successo, ciò è grazie al rebranding degli ultimi anni, il quale ha però visto l’abbandono delle LMP1…

COSA È IL WEC?

il WEC (World Endurance Championship) è la massima serie automobilistica per quanto riguarda le corse Endurance, con vetture ovviamente all’avanguardia per sopportare le gare di durata, i piloti e le squadre.
Ogni anno ospita in calendario la 24h di Le Mans: fino al 2022 contava 4 classi (LMP1/Hypercar, LMP2, GTE-pro e GTE-am), nel 2023 ne contava 3 (rimozione della GTE-pro) e in questo 2024 le classi saranno solamente 2 (Hypercar e LMGT3).

il primo giro della 6h di Monza, 5 gara in calendario del 2023
Il primo giro della 6h di Monza, 5 gara in calendario del 2023

I PRIMI ANNI DEL WEC E DELLE LMP1

Nei primi anni il WEC non vedeva molti costruttori: dal 2012 hanno partecipato Audi e Toyota, assieme a Rebellion Racing, nel 2014 è entrata a far parte Porsche. Fino al 2016 era lampante il predominio Audi, prima però del 2017, anno in cui in cui la casa tedesca ha annunciato il ritiro, lasciando spazio alla sfida tra Porsche e Toyota vinta dalla prima, che a sua volta però a fine anno ha lasciato le corse.
Ma perchè tutto ciò? Il problema principale sta nel fatto che le LMP1 rappresentavano un problema, ovvero che erano troppo costose: una singola LMP1 costava circa 50 milioni di Euro.

La Porsche 919 Hybrid, LMP1 che ha corso dal 2014 al 2017 vincendo 3 volte consecutivamente la 24h di Le Mans
La Porsche 919 Hybrid, LMP1 che ha corso dal 2014 al 2017 vincendo 3 volte consecutivamente la 24h di Le Mans

La soluzione alle LMP1: le nuove Hypercar

Come vi abbiamo appena illustrato, un LMP1 costava più di 10 volte una GTE, perciò per molti team era impossibile partecipare alla classe regina; i team che potevano, a sua volta, non erano spinti a farlo, non avendo appunto avversari.
Di conseguenza FIA, ACO e i maggiori costruttori hanno preso una decisione: inizialmente si pensava di abbandonare i prototipi, (anche le GTE sono prototipi, ma avendo la forma delle auto stradali vengono ancora considerate Grand Touring) tenendo le GTE e creando una classe GT più estrema.
Alla fine si decise di tenere i prototipi, ma creando un nuovo regolamento: così nacquero le Hypercar, ovvero le vetture attualmente in griglia.

L'idea "Hypercar" sembra aver funzionato: 19 auto di 9 costruttori diversi sono attesi nel 2024
L’idea “Hypercar” sembra aver funzionato: 19 auto di 9 costruttori diversi sono attesi nel 2024

L’IDEA DELLE HYPERCAR

La prima idea era ovviamente ridurre i costi, e quindi anche le prestazioni: una Hypercar attuale è più lenta sul giro di una LMP2 del 2017 (non a caso le LMP2 sono state pesantemente limitate).
L’idea delle Hypercar è semplice quanto geniale: sviluppo limitato, (l’omologazione dura minimo 5 anni e durante questi 5 anni sono concessi soltanto 5 aggiornamenti) ma soprattutto le auto non devono essere estreme.

Durante l’inverno (se ci sono modifiche) le auto vengono messe in galleria del vento, calcolando un coefficiente tra resistenza all’avanzamento e downforce. IL rapporto tra i 2 deve essere di 1:4: c’è una downforce massima e una resistenza all’avanzamento minima, quindi, anche stando al rapporto di 1:4, non si può costruire un’auto con troppa downforce o con troppa poca resistenza all’aria.

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Un esempio dell’efficacia di questo nuovo regolamento

Un esempio del nuovo regolamento è la nuova BMW M Hybrid V8: per ricordare le BMW stradali ha infatti 2 bocche per i radiatori frontali. A livello prestazionale non è un’ottima opzione aerodinamica per la vettura, ma il regolamento delle LMH e LMDH limita gli altri costruttori, e quindi questa perdita di prestazione si recupera migliorando un’altra parte della vettura, andando quindi a bilanciare il tutto.

la BMW M Hybrid V8, con le doppie bocche per i radiatori
la BMW M Hybrid V8, con le doppie bocche per i radiatori

Allo stesso tempo, un costruttore che non ha fatto questa scelta limitante, sarà costretto dal regolamento a “peggiorare” la propria vettura da un’altra parte, così che ci sia il rapporto 1:4.
Si può quindi scegliere un’auto con poca downforce ma meno resistenza all’aria (un esempio di ciò è la Peugeot 9×8, senza ala posteriore), o più downforce e più resistenza all’aria (Toyota).

Foto: Ferrari. FocusPackMedia, Porsche, r3photographie, BMW M

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