Honda Repsol, i motivi dello strano exploit in India

Dopo le svariate gare nelle retrovie della griglia, in India la Honda Repsol è tornata al vertice, sia con Marc Marquez che con Joan Mir.

Durante il weekend in India il team Repsol Honda è rinato dalle ceneri, infatti era da tantissimo tempo che non riuscivano a raggiungere una prestazione così di livello, incoronata addirittura dal podio della stella spagnola Marc Marquez nella Sprint Race del sabato, chiusa dietro a Jorge Martin e al campione del mondo in carica della MotoGP Francesco “Pecco” Bagnaia.

Le due Honda Repsol, che ben si sono comportate in India
Le due Honda Repsol, che ben si sono comportate in India

Fin dall’inizio del weekend sia Marquez che Mir si sono rivelati estremamente veloci nel circuito di Buddh, il quale era stato omologato alla perfezione per la “RC213V” del team giapponese. Ovviamente entrambi i piloti hanno espresso il loro parere su questa anomalia, specialmente in un campionato dove entrambi sprofondano puntualmente indietro a ogni gara, senza mai trovare qualcosa di positivo nelle loro prestazioni.

LE PAROLE DI MARC MARQUEZ

Questa è una pista molto simile a quella di Austin, in Texas, quindi è un layout che si adatta alla perfezione al mio stile di guida, ma soprattutto alle caratteristiche della moto. Non dimentichiamo che a trionfare ad Austin quest’anno è stato proprio Alex Rins in sella a una Honda, anche se non quella ufficiale. In questa pista ci sono tantissime curve “Stop & Go”, quindi per le accelerazioni bisogna fare un ottimo “pick-up”, e automaticamente non è necessario stare troppo sull’angolo di piega. Su piste come quella di Barcellona fatichiamo molto, ma nelle piste con queste caratteristiche la nostra moto è molto simile a quella dei top team attuali”.

LE PAROLE DI JOAN MIR

Sono riuscito a fare un passo più grande rispetto a Marc, infatti mi sono avvicinato molto al suo livello durante tutto il weekend, quindi mi ritengo complessivamente soddisfatto. Questa gara ci ha fatto vedere che finalmente abbiamo capito qualcosa che ci ha fatto recuperare un po’ di fiducia, anche se dobbiamo lavorare ancora molto per raggiungere gli altri. Mi hanno aiutato molto anche le mie capacità di adattarmi più velocemente degli altri alle piste nuove, infatti fin dalla prima sessione sono stato molto veloce. Sarà curioso vedere se a Motegi riusciremo a ripeterci su questo livello, anche se Bezzecchi, Martin, Marini e Bagnaia sono ancora più veloci di noi“.

Foto: Repsol Honda Team

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Giacomo Vacchi
Giovane giornalista e scrittore di articoli inerenti al mondo del motorsport, specialmente MotoGP e F1.