La fine dell’amicizia con Lewis Hamilton

Bahrain, 6 aprile 2014.

Una gara che, nonostante sia stata corsa soltanto 9 anni fa, non in molti conosceranno, ma che in realtà racconta ben altro. Siamo soltanto alla terza gara dei nuovi motori V6, la terza gara della nuova era della Formula 1, che per la prima stagione della sua storia monterà motori turboibridi e non termici.
Il 2014 è segnato dal dominio Mercedes e del duo Nico Rosberg-Lewis Hamilton, due grandi amici che hanno sempre condiviso le loro carriere, con i tanti successi e le poche delusioni, tutti assieme come veri migliori amici, in una di quelle relazioni che di rado si vedono in luoghi spietati come un paddock di Formula 1.

Nelle tre sessioni di libere Lewis Hamilton segna per tutte le sessioni il miglior tempo: è lui il favorito in qualifica, ma compie un errore e Nico Rosberg segna la pole position. Sarà lui a partire la domenica in gara davanti a tutti, in una gara all’insegna di sorpassi e controsorpassi.

Alla partenza Lewis Hamilton ha uno spunto nettamente migliore del tedesco e si porta in testa: il duello continua nelle curve successive, ma Sir Lewis resta in testa.
Al giro 18 inizia poi una serie straordinaria di sorpassi e controsorpassi al limite, che iniziano ad alzare la tensione in casa Mercedes: i due rischiano più volte il contatto, facendo anche alzare la voce a Nico Rosberg in radio. L’ultimo scontro tra i due arriverà al giro 53, ma Lewis, per l’ennesima volta, contrattacca e torna in testa, testa che manterrà fino alla fine.

Al termine di quella gara però il clima inizia a farsi nervoso, la lotta tra i due inizia ad essere fatta più di colpi bassi e meno di favori reciproci: è appena iniziata l’era Rosberg-Hamilton, è appena finita l’amicizia tra i due.
Se ne accorgeranno in pochi sul momento, ma saranno i successivi scontri tra il 2014 ed il 2016 a far diventare i due ex migliori amici due enormi rivali, avversari, nemici.
Perchè, per quanto sia bella, non bisogna mai dimenticarsi la caratteristica principale della Formula 1: la spietatezza.

Per le amicizie… beh, per quelle c’è spazio. Ma fuori dal paddock, e ancor di più dalla pista.

Fonte: GettyImages

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Stefano Zambroni
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